LA COMPETENZA FEMMINILE SFIDA STEREOTIPI E DISCRIMINAZIONI

Female bartender pouring beer from tap at bar

4 donne su 10 segnalano difficoltà legate al genere e 1 su 4 parla di episodi di sessismo.

La prima indagine sul ruolo della donna nel settore fotografa professionalità e difficoltà

Nel settore birrario italiano le donne sono preparate e occupano ruoli chiave, ma continuano a fare i conti con stereotipi, sessismo e ostacoli alla carriera. È quanto emerge dalla prima indagine nazionale dedicata alle operatrici della filiera della birra, realizzata dall’Associazione Le Donne della Birra col supporto di ADHOR, AssoBirra e Unionbirrai, che restituisce una fotografia di un settore dinamico e creativo, dove però molte donne devono ancora conquistarsi credibilità, spazio e riconoscimento più dei colleghi uomini.

Il sondaggio, che ha coinvolto 212 intervistate per un totale di oltre 4.500 risposte, delinea il profilo di una presenza femminile tutt’altro che marginale. Si tratta in larga parte di professioniste con una solida esperienza, un elevato livello di istruzione e ruoli chiave lungo tutta la catena produttiva e commerciale della birra. Le rispondenti operano in tutta Italia, con una maggiore concentrazione in Lombardia e Lazio, dove hanno sedi produttive i più importanti birrifici italiani, oltre che in Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana, e lavorano in contesti molto diversi, dai birrifici artigianali ai grandi gruppi industriali, dai pubblici esercizi alle aziende di distribuzione.

Il profilo emerso racconta di donne soprattutto tra i 35 e i 54 anni, spesso con laurea o titoli post-laurea, impegnate in produzione, commerciale, vendita, eventi e somministrazione, ma anche in funzioni specialistiche come marketing, risorse umane, finanza e procurement. Molte sono entrate nel settore per passione o per opportunità professionale, altre per tradizione familiare o grazie a percorsi formativi dedicati.

Formazione

Un elemento appare trasversale: la convinzione che la formazione tecnica sia decisiva per affermarsi. Non a caso, uno dei temi centrali dell’indagine riguarda proprio la formazione, percepita come il principale strumento per ottenere rispetto in un ambiente ancora fortemente maschile. Le professioniste intervistate investono in corsi per mastri birrai, degustazione, analisi sensoriale, sommelier della birra e spillatura. La preparazione non viene vista solo come crescita personale, ma come una leva concreta per consolidare autorevolezza e contrastare pregiudizi ancora diffusi.

Ed è qui che emergono le contraddizioni più evidenti. Se da un lato circa una donna su due dichiara di non aver incontrato ostacoli legati al genere, dall’altro il 40% segnala difficoltà specifiche. Il problema principale non riguarda la competenza, ma il riconoscimento della stessa: molte raccontano di doversi impegnare più dei colleghi maschi per essere prese sul serio, soprattutto nei rapporti con clienti, fornitori e interlocutori esterni, che tendono ancora a rivolgersi preferibilmente agli uomini. A questo si aggiungono stereotipi radicati, come l’idea che la produzione richieda una forza fisica incompatibile con la presenza femminile, o che la maternità rappresenti un limite alla continuità lavorativa e alla crescita professionale.

Woman in an apron tasting freshly brewed beer during quality control in a modern craft beer production facility

Sessismo

L’indagine affronta anche un altro nodo cruciale: quello dell’inclusività degli ambienti di lavoro. Sebbene il 55% delle intervistate definisca il proprio contesto lavorativo inclusivo, resta significativa la quota di chi riporta episodi di sessismo, sminuimento professionale e molestie. Il 24,5% dichiara di aver subito personalmente trattamenti di questo tipo, mentre il 12,7% afferma di avervi assistito. In alcuni casi, le conseguenze delle denunce sono state pesanti, fino a sfociare in dinamiche di mobbing. Allo stesso tempo, dalle risposte emerge che nelle aziende più grandi qualcosa si sta muovendo: policy anti-molestie, maggiore attenzione organizzativa e strumenti come la Certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 stanno contribuendo a rendere il clima più consapevole e strutturato.

Fare rete

Tra le soluzioni indicate dalle stesse operatrici, una delle più importanti è il fare rete. Ma il cambiamento, secondo quanto emerge dall’indagine, deve passare anche da una trasformazione culturale più ampia del linguaggio e dell’immaginario che circondano la birra. Le professioniste chiedono di superare una comunicazione ancora troppo spesso legata a codici machisti e all’oggettivazione del corpo femminile, per restituire al prodotto e al settore la loro dimensione di cultura, competenza e professionalità. Accanto al piano culturale, le intervistate indicano con chiarezza anche una serie di misure concrete. Tra queste, il rafforzamento della formazione tecnica e scientifica, l’adozione della certificazione di parità di genere, politiche attive per l’equità salariale, strumenti di supporto alla genitorialità, come smart working, flessibilità oraria e congedi parentali più evoluti.

Comunque è interessante che, nonostante gli ostacoli emersi, il giudizio complessivo sull’esperienza nel settore sia ampiamente positivo. Il mondo della birra viene descritto come un ambiente stimolante, creativo e ricco di opportunità.

Young woman having fun while drinking beer in a bar.