
La birra nel fuori casa
Il consumo di birra in Italia tra nuove abitudini e sfide dell’Horeca. Gli ultimi insight dell’osservatorio CIB di AssoBirra
di Lorena Tedesco
Il comparto brassicolo genera un impatto economico di oltre 10 miliardi di euro e sostiene circa 112.000 posti di lavoro tra diretto e indotto, confermandosi un motore di crescita e sviluppo lungo tutta la catena produttiva. Questi i dati forniti in occasione del convegno di AssoBirra a Beer&Food Attraction dal titolo “Il valore della birra nel fuori casa italiano: trend, consumi e il ruolo della spina” che ha visto la partecipazione di Federico Sannella, presidente di AssoBirra, Vittorio Ferraris, presidente Unionbirrai, Teo Musso, presidente Consorzio Birra Italia, Daniela Conti, senior director Ipsos Doxa, e Luciano Sbraga, vice direttore generale e direttore ufficio studi FIPE.
Birra leva strategica dell’Horeca
Nel corso dell’incontro è stata presentata la prima edizione 2026 del CIB-Centro Informazione Birra, l’osservatorio permanente di AssoBirra, sviluppato in partnership con BVA Doxa, che monitora le trasformazioni del comparto brassicolo italiano e offre, attraverso report trimestrali, una fotografia puntuale su dinamiche di mercato, filiera e consumi.
Il report 2026 del CIB di AssoBirra conferma la birra come pilastro della socialità e leva strategica per l’Horeca italiano, evidenziando il ruolo centrale della qualità del servizio e l’importanza della valorizzazione della birra alla spina e di una risposta efficace alle crescenti richieste di sostenibilità dei consumatori. In particolare, Luciano Sbraga ha sottolineato come i locali siano diventati il primo presidio dell’esperienza di consumo fuori casa.
Birra sinonimo di convivialità
Al fine di rilevare le preferenze di consumo della birra nel fuori casa italiano, sono state effettuate 210 interviste al target Horeca, suddivise per tipo di locale e area geografica, nel periodo compreso tra il 20 dicembre 2025 e il 19 gennaio 2026.
Secondo l’indagine, per il 62% dei gestori Horeca (più di 6 su 10) la birra è molto o abbastanza importante per la convivialità all’interno del locale, con picchi negli hotel (66%) e nei bar e locali serali/pub (64%). Dal punto di vista geografico, è il Centro Italia a guidare questa percezione (69%), contro il 58% al Nord e il 61% di Sud e isole.
Sebbene la cena rimanga il momento di consumo principale (59%), la birra guadagna spazio anche a pranzo e all’aperitivo (entrambi al 41%). Cresce parallelamente la cultura dell’abbinamento gastronomico: il 63% degli esercenti — con punte del 73% nei ristoranti — rileva una clientela che sceglie consapevolmente di accostare la birra ai piatti, segnando un’evoluzione culturale che avvicina il comparto alle dinamiche tipiche del vino.

Crescono artigianali e low/no alcohol
L’offerta birraria vede il dominio delle Lager/Pils (56%), soprattutto nei bar e locali serali/pub (69%), seguite dalle birre artigianali locali (36%), particolarmente apprezzate negli hotel (49%). Sebbene il mercato resti stabile per il 75% dei gestori, emerge una clientela abitudinaria/conservatrice (74% dei casi) che raramente richiede novità. Il gusto rimane il driver di scelta principale (52%), superando marca (24%) e prezzo (14%). Notevole, seppur contenuta, la crescita delle birre low/no alcol (10%), che al Nord raggiungono il 14% delle preferenze.

Birra e sostenibilità
La sostenibilità nel settore birrario è un tema emergente, ma ancora secondario nelle scelte di assortimento: le pratiche dominanti restano la raccolta differenziata e l’uso di packaging riciclabili, particolarmente sentito al Sud. In questo scenario, la birra alla spina si conferma un asset strategico per l’esperienza del cliente (52% di gradimento dei gestori). Fondamentale appare il ruolo di produttori e distributori: il 44% degli operatori (56% nei pub) ritiene indispensabile il loro supporto in termini di formazione e materiali per innovare l’offerta.









