TRA BIRRA E CIOCCOLATO

L’inizio di un viaggio sensoriale, sotto la guida di due maestre del gusto.

Lo storico birrificio La Trappe Trappist ha recentemente siglato una collaborazione con la beer sommelière Federica Russo e la maître chocolatier Francesca Caon per un’esclusiva esperienza di pairing sensoriale tra birra e cioccolato.

Nell’intervista a Roberta Gambino, brand marketing director Royal Swinkels Italy, scopriamo com’è nato il progetto e a quali scenari potrebbe condurre.

Come nasce l’idea di collaborare con la maître chocolatier Francesca Caon e di costruire un progetto di pairing tra birra trappista e cioccolato artigianale?

Questa collaborazione nasce dal desiderio di portare la birra trappista fuori dai confini della degustazione convenzionale, mettendola in dialogo con un’altra eccellenza artigianale capace di raccontare storie attraverso il gusto. Abbiamo scelto di lavorare con la maître chocolatier Francesca Caon per la sua capacità unica di trasformare il cioccolato in esperienza, emozione e racconto. Insieme alla beer sommelière Federica Russo è stato costruito un vero e proprio percorso sensoriale, in cui ogni birra La Trappe è stata abbinata a una creazione cioccolatiera studiata nei minimi dettagli. Non si tratta di un semplice esercizio di stile, ma di un invito a riscoprire il gusto come gesto consapevole, dove birra e cioccolato diventano protagonisti di un racconto multisensoriale.

La Trappe è uno dei pochi birrifici al mondo a poter utilizzare il marchio ATP – Authentic Trappist Product. In che modo questo progetto riflette i valori di autenticità, qualità e responsabilità che caratterizzano la produzione trappista?

Il progetto rappresenta la sintesi tra due mondi che condividono lo stesso equilibrio tra tradizione e innovazione: la birra trappista, profondamente radicata nella cultura monastica ma capace di evolversi nel tempo, e la grande cioccolateria italiana, che parte da saperi artigianali per reinterpretarli in chiave contemporanea, offrendo agli appassionati un’esperienza di degustazione unica e coinvolgente.

Così come la birra trappista nasce da una tradizione secolare fondata su rigore, responsabilità e rispetto del tempo, anche il cioccolato artigianale di Francesca Caon condivide una filosofia produttiva fatta di cura, eccellenza, conoscenza della materia prima e coerenza etica.

Negli ultimi anni la birra è sempre più al centro di esperienze di degustazione strutturate. Quanto è importante, per La Trappe, raccontare la birra non solo come bevanda, ma come esperienza sensoriale completa?

Per noi è fondamentale raccontare la birra come un’esperienza sensoriale completa. Le nostre birre nascono da una tradizione monastica che mette al centro il tempo, la cura e la consapevolezza, valori che si riflettono direttamente nel momento della degustazione.

Raccontare la birra come esperienza significa invitare il consumatore ad ascoltarne i profumi, la struttura e l’evoluzione nel bicchiere. In questo modo la degustazione diventa un gesto più profondo e responsabile, capace di trasformare il semplice atto del bere in un momento di scoperta e di valore.

Nel percorso proposto convivono accostamenti più tradizionali e altri decisamente gourmet. È un modo per parlare a pubblici diversi o per accompagnare il consumatore verso una maggiore consapevolezza sensoriale?

Gli abbinamenti sono stati pensati per offrire sia esperienze immediate e accessibili sia percorsi di degustazione più sofisticati, capaci di sorprendere anche i palati più esigenti. A seconda delle preferenze personali, sono possibili diversi abbinamenti, così da valorizzare appieno ogni birra e ogni creazione di cioccolato.

L’obiettivo è accompagnare il consumatore in un percorso di scoperta graduale, stimolando curiosità e attenzione, e mostrando come la degustazione possa evolvere in un’esperienza sempre più consapevole e personale. Tutte le birre de La Trappe Trappist, con le loro note maltate, fruttate e speziate, si fondono perfettamente con le diverse espressioni del cioccolato. Ogni birra trova nel cioccolato il suo compagno ideale, tra contrasti armonici e affinità inaspettate.

Il pairing invita a rallentare, assaggiare, riflettere. Quanto questo progetto si inserisce nella vostra visione di consumo responsabile e di valorizzazione del prodotto?

Il pairing tra birra trappista e cioccolato artigianale invita a prendersi il tempo necessario per ascoltare il prodotto, comprenderlo e apprezzarlo davvero. L’abbinamento tra birra e cioccolato non è pensato per il consumo immediato o distratto, ma per stimolare l’ascolto dei sensi, la riflessione e la comprensione del valore che ogni prodotto porta con sé. Rallentare significa riconoscere il tempo, la cura e la competenza necessari alla produzione di una birra trappista certificata ATP e di un cioccolato di qualità. Il progetto valorizza quindi il prodotto non solo dal punto di vista organolettico, ma anche culturale ed etico.

Questo progetto rappresenta un episodio unico o apre la strada a nuove collaborazioni e contaminazioni gastronomiche?

Lo consideriamo un punto di partenza. Questa esperienza dimostra quanto il mondo della birra trappista possa dialogare in modo autentico con altre eccellenze gastronomiche. L’idea è continuare a esplorare collaborazioni che condividano gli stessi valori di qualità, autenticità e rispetto del prodotto, mantenendo sempre una coerenza profonda con l’identità La Trappe Trappist.

Quali caratteristiche delle birra La Trappe si prestano maggiormente al dialogo con il mondo del cioccolato e perché?

«Gli aspetti più intriganti delle birre La Trappe – spiega la beer sommelière Federica Russo – sono di sicuro la sapiente gestione del carattere maltato e l’utilizzo di lieviti dalla particolare forza aromatica. Entrambi si sposano perfettamente con le diverse personalità del cioccolato e con la sua tipica avvolgenza. L’ampio bouquet di profumi e sentori delle birre, che spazia tra il fruttato e lo speziato, incontra note similari nel morso, note che provengono dalle esotiche terre d’origine».