Specialità in fusto, analcoliche e gluten free Si rafforza l’offerta Horeca del gruppo, per rispondere ai nuovi stili di consumo
Con un’offerta Horeca che include 28 birre alla spina e un ampio assortimento in bottiglia e in lattina, Swinkels si presenta al pubblico con una varietà di stili birrari, tra cui spiccano i brand La Trappe, Cornet, Estaminet, Palm, Steenbrugge e BrewDog, a cui si aggiungono le nuove referenze della gamma Speciali, una nuova proposta Premium in fusto e un focus crescente sul segmento no-alcohol. A fare il punto sui nuovi prodotti e sulle prossime sfide di mercato è Luca De Zen, CEO di Swinkels Italia.
Quali sono le caratteristiche della nuova Swinckels in fusto?
«Swinckels Superior Pilsner in fusto è una premium rinfrescante e raffinata, creata per celebrare la famiglia Swinkels e il passaggio dalla sesta alla settima generazione di mastri birrai: una birra elegante ed equilibrata. Nata da luppoli selezionati e da un lievito dedicato, offre un profilo aromatico pulito, finemente luppolato, con note speziate e fruttate. Nei locali di qualità, la spillatura diventa parte dell’esperienza e ne esalta la personalità, aiutando gli operatori a proporre una referenza distintiva e coerente con l’heritage Swinkels».
La 8.6, storicamente forte nella GDO, fa il suo ingresso nel fuori casa. Cosa vi aspettate dal debutto in questo canale?
«L’ingresso di 8.6 nel canale Horeca è un passaggio naturale per un brand già forte e riconoscibile nella Gdo: nel fuori casa ci aspettiamo un’ulteriore amplificazione del suo potenziale, grazie a un contesto in cui esperienza e socialità valorizzano il carattere del prodotto. Nel canale Horeca sarà disponibile in bottiglia e in fusto, nelle varianti Original e Red, per permettere ai locali di differenziare l’offerta e intercettare un pubblico alla ricerca di gusti più marcati. 8.6 ha un’identità intensa e urban: il lupo, simbolo di energia e istinto, ne rafforza l’immediata riconoscibilità anche nel backbar e alla spina. Il posizionamento è legato ai momenti del pre-serata/pre-night out, quando si cerca una birra di carattere da condividere».
Quali sono le prospettive di crescita di realtà craft come BrewDog e Uiltje nel mercato italiano? L’acquisizione di BrewDog cambierà qualcosa?
«In Italia, l’interesse verso le birre craft è sempre più maturo, soprattutto nell’Horeca, dove il consumatore è più aperto alla sperimentazione: per questo BrewDog e Uiltje hanno margini di crescita. BrewDog può continuare a rafforzarsi grazie a referenze consolidate e a un linguaggio contemporaneo, mentre Uiltje amplia l’offerta con birre creative e aromatiche. L’acquisizione di BrewDog da parte di Tilray, player molto forte nel mondo delle birre craft negli USA, può portare risorse utili ad accelerare lo sviluppo, senza snaturarne posizionamento e DNA craft».


Nella vostra strategia, che ruolo avranno le nuove referenze analcoliche di La Trappe?
«Le analcoliche di La Trappe sono un passaggio strategico perché uniscono la tradizione e l’autenticità del mondo trappista con uno dei trend più rilevanti del mercato. Con le analcoliche Epos e Nillis il brand innova senza perdere identità, offrendo prodotti 0.0% di alta qualità, coerenti con lo stile e la cura tipici del brand. Per noi avranno un ruolo chiave nello sviluppo dell’analcolico premium, ampliando le occasioni di consumo e rendendo l’offerta più completa sia in Gdo che nel canale Horeca».

Quali sono le leve per far crescere le analcoliche nel fuori casa, il cui consumo in Italia risulta ancora limitato?
«Il potenziale delle analcoliche nel fuori casa è alto e passa da tre leve: qualità (profilo gustativo completo), ruolo dell’Horeca (servizio, racconto e presenza in carta) ed evoluzione dei momenti di consumo (aperitivo, pausa pranzo, occasioni social più leggere). Sarà decisivo “normalizzare” la scelta 0.0%: visibilità a menu e banco, cura nel servizio e abbinamenti al cibo, lavorando con gli operatori per superare le barriere culturali».
Cosa vi aspettate dall’inserimento in gamma delle referenze senza glutine di BrewDog e Bavaria?
«Le gluten free rispondono a un’esigenza crescente, legata sia a intolleranze sia a scelte alimentari più consapevoli. Si tratta, pertanto, di una categoria sempre più “mainstream” che richiede qualità. Con Bavaria Gluten Free e BrewDog Punk IPA Gluten Free vogliamo offrire alternative credibili, coerenti con l’identità dei brand. Ci aspettiamo crescita soprattutto nel fuori casa: un’offerta ben visibile è un plus per i locali e permette di ampliare la carta in modo inclusivo e di intercettare nuovi consumatori».


Avete in programma altri lanci? In quali aree di mercato?
«Nel 2026 l’evoluzione del portafoglio sarà affiancata da un rafforzamento delle attività a supporto dell’Horeca: food pairing, formazione agli operatori e degustazioni guidate. Continueremo anche su progetti speciali e collaborazioni con partner selezionati (edizioni limitate e attivazioni) e su iniziative sul territorio per rafforzare il legame tra brand, locali e consumatori».











