3 MOTIVI di Federico Maria Liperini

Birra liberi tutti

Un sacrilegio? No, un’opportunità commerciale.  Le birre alcol free sono una precisa risposta a una tendenza in via di affermazione. In pausa pranzo, così come dopo lo sport

Parafrasando la famosa frase, che evoca uno dei giochi più belli del mondo che non richiede l’uso di apparecchi digitali, oggi vi parlo della birra alcol free, ovvero analcolica. Ebbene sì, birra analcolica. Sono consapevole che qualcuno di voi sta già inneggiando al sacrilegio e sforzandomi potrei anche capirlo, ma l’errore più grande che possiamo fare da bravi amanti del prodotto e bravi commerciali è disconoscere la potenzialità e lo scopo della birra senza alcol. Se è vero che anni orsono la birra senza alcol lasciava poche chance a una bevuta di gusto limitandone la forza commerciale, oggi possiamo affermare che negli ultimi dieci anni la birra alcol free ha fatto passi da gigante in termini di espressività sensoriale. Certo, in tutta onestà non potranno mai essere equiparate alle classiche birre, ma è anche vero che, oggi più che ieri, l’attenzione e la sensibilità al tema del consumo responsabile sono molto più diffusi. Oggi la birra alcol free rappresenta una grande opportunità commerciale per un momento di consumo dove storicamente e culturalmente si beve analcolico, ovvero la pausa pranzo. Ma non solo pranzo! Andiamo con ordine, a voi tre motivi per inserire nei vostri assortimenti le birre analcoliche. Avete letto bene LE, perché ne esistono di varie tipologie, a voi la scelta.

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Il primo motivo, come già accennato, è sicuramente legato allo sviluppo del momento di consumo pausa pranzo. Che sia una giornata lavorativa o meno, spesso non si beve alcol per non appesantire la giornata. Con la birra analcolica non si corre questo rischio, anzi. Con la birra analcolica si arricchisce di gusto ogni pausa pranzo, rendendo il momento più piacevole se siamo in giornata di lavoro, piuttosto che renderla leggera se intendiamo affrontare il pomeriggio con varie attività.

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Il secondo motivo è dare servizio. Ci sono sempre più persone che non possono o non vogliono bere alcol per vari motivi, ma al contempo vorrebbero veder soddisfatto il bisogno di bere cercando comunque l’esperienza gustativa. Oggi è possibile grazie a una vasta gamma di birre, prodotte da grandi come da piccoli birrifici, che spaziano tra moltissimi stili birrari. Non ci credete? Sappiate che sul mercato si trova anche un Lambic analcolico!

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Il terzo motivo è “essere professionisti a 360°”. Se si ama la birra, la si ama in tutte le sue molteplici sfumature. Citando un grande professionista del settore «la birra non esiste, esistono le birre», dobbiamo essere pronti ad accogliere, studiare, capire e infine proporre ogni sfumatura di birra che il genio creativo del mastro birraio prova a mettere sul mercato. Senza eccezioni né pregiudizi. E se la birra non esiste, ma esistono le birre, non dimentichiamo che il cliente non esiste, esistono i clienti! Tra i quali, non dimentichiamo gli sportivi, di qualsiasi livello. Dopo le performance, invece di bere reintegratori vari, si può far ricorso a una bella birra analcolica. Sana, naturale, ricca di fibre e sali minerali, vitamine e profili organolettici…da Olimpiadi! Perché chi beve birra analcolica dopo aver tagliato un traguardo o dopo un allenamento, vince sempre.

E non dimentichiamo che una birra analcolica, aiuta talvolta a liberarsi dall’ansia dell’etilometro.

Federico Maria Liperini: Consulente aziendale, formatore, coach con una lunga esperienza in Heineken in qualità di beer culture manager e sales capability manager, attività di formazione sul prodotto dedicate ai commerciali interni ed esterni e a chi gestisce o lavora nei locali birrari.